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Стихи для малышей

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Стишки на итальянском языке для самых маленьких

Полезная статья «Зачем детям учить стихи на иностранных языках»

 

Lella

Lella, cerca sua sorella:

se n’é andata nel giardino

per giocare col gattino.

 

Il gattino era affamato,

ora corre per il prato

vuol cercare un bocconcino

per calmare il suo pancino.

 

Lella arriva dopo un po’…

ma la bimba ed il gattino

stan facendo un sonnellino.

La ruspa

Va la ruspa va,

sposta la terra

di qua e di là.

Prima c’era una valletta

ora c’è una montagnetta.

I bambini corron giù,

son felici sempre più

ma la ruspa

se ne andrà

più giocare

si potrà.

I cavoli

Nel pozzo dei Patuzzi

son caduti i cavoluzzi,

raccolti dalla Zarina

e messi nella tazzina.

Se la tazzina va a Bruxelles,

i cavoluzzi or cavoletti

diventeranno dei broccoletti.

A scuola

Tre per sette fa ventuno

a scuola non c’è alcuno,

sei per sei fa trentasei

è rimasta solo lei,

la maestra che ripete

sei per sette… dove siete?

Sopra il prato non correte,

su venite ripetete,

che studiar ancor dovete!

Ma i bambini non senton più

non ritorna più nessuno

tre per sette fa ventuno.

Il vento

Nel cortile

sono andato

per raccogliere

il bucato,

come mai non l’ho trovato?

è arrivato

un venticello

che giocando

da monello

le mie cose ha sparpagliato

con un fare

da spigliato

sopra il tetto

e sopra il prato.

La neve

La neve birichina

m’ha fatto uno scherzo

stamattina:

è andata in giardino

e la vasca del vicino

ha d’incanto trasformato

in un candido gelato.

Velocità

La manina

s’è allungata

ma la rana

già è saltata,

corri corri

svelto là

o nell’acqua

fuggirà.

Il grano

Il grano dorato

ondeggia nel sole

al vento danzando

sussurra parole…

E una storia

un po’ antica

è una storia

infinita:

un chicco morente

del seme del pane

sepolto nel campo

ci toglie la fame.

Per un piccolo sordo

Vieni piccolo amico

prendi la mia mano,

ascolta da essa

tutto il calore

e tutto l’affetto

che le tue orecchie

non possono udire.

Vieni piccolo caro

vieni tra le mie braccia,

guarda le mie labbra

ed impara da esse

l’amore del mondo

l’amore di Dio.

La mia campagna

Ricordo bambina

quei campi felici

di donne ridenti

di donne un po’ stanche

di bimbi lasciati

all’ombra di un pruno,

di canti, di balli

del sabato sera.

Rivedo i miei campi

più soli che mai.

C’è solo quel grosso

trattore che canta

ancora per poco

una triste canzone,

risento quel coro

risento l’amore.

Massimiliano

Col tuo sorriso innocente

guardi la TV

bambino mio.

Distrattamente

allunghi una mano

e senti la mia, vicina.

Allora ti ritrai,

torni tranquillo

nel tuo mondo di sogni

e di eroi

perché sono accanto a te.

Felicità

Il tuo sorriso

due bianche perle

sul rosso

di una fresca

anguria.

Autunno

Piccola foglia

ancora verde

che vuoi seguire

le compagne

diventate d’oro

Sognando

un mondo

meraviglioso

ti ritrovi nel fango

di una strada.

Nicola

E ti allontani da me

e protesti

e mi contesti.

E vai col tuo pallone

e mi racconti le vittorie

e mi abbracci.

E non vuoi il riso

e metti il muso.

Me lo dai un bacio?

Posso dormire con te mamma?

 

Madrigale

è festa al castello:

la principessa si sposa

E festa al castello

donale una rosa

Una rosa profumata

perché si senta amata

una rosa dal giullare:

un dolore da scordare.

 

Filastrocca

Nella stalla della nonna

c’è una mucca con la gonna

c’è un vitello col cappello

ed un toro col mantello.

Nel pollaio di zia Lietta

tre galline in bicicletta

e poi un’oca col tacchino

che si allenano un pochino,

mentre attorno a casa mia

c’è soltanto fantasia

per cantare più felici

per giocare con gli amici.

La conta

Questa è la conta

del principe Leo

che salta il fosso

come un plebeo.

Questa è la conta

del re Michele

che è buono e dolce

che sa di miele.

Questa è la conta

di re Barbablù

e questa volta

stai fuori tu!

 

La filastrocca più bella

La filastrocca

— quella più bella —

l’ho fatta oggi

con la besciamella

un po’ di zucchero

e frutta candita

per poi leccarmi

tutte le dita,

ho aggiunto gelato

e poi cioccolato

un sole più caldo

voglia di giocare…

e poi, finalmente,

si va tutti al mare.

 

Ninna nanna

Dormi dormi, mio bambino,

fa la nanna il cagnolino,

dormi dormi, mio tesoro,

fan la nanna pure loro:

fan la nanna i vitellini,

le ranocchie ed i pulcini,

fan la nanna le scimmiette,

le farfalle e le caprette,

fan la nanna gli elefanti…

dormon proprio tutti quanti!

Quadro

La biscia riposa

sul prato di sole

dall’erba del fosso

già spuntan le viole

due bimbe sul prato

fan le capriole

è questo un quadretto

che da pace al cuore.

A Nevis (che ama la neve)

Sogno di neve

sogno bianco e candido

sogno splendente

che crea ricami

con bianche farfalle

che volan sui rami.

Sogno di neve

sogno d’allegria

sogno di una voce calda

che ti parla di poesia,

sogno di neve

sogno di Nevis.

Di notte

Guardando una notte

nel ciclo stellato,

m’è sorto un pensiero

un poco avventato:

le stelle brillavano

a mille, a milioni

nessun può contarle

ne sa i loro nomi,

ma forse più in fondo

più in fondo, più in là

sì, c’è una stellina

che nome non ha

 

Io l’ho consolata

con voce suadente,

io l’ho consolata

dicendo: «fa niente,

quando il mio bimbo

più grande sarà

certo il suo nome

ti metterà».

Per Massimiliano

Fai la ninna

fai la nanna

bimbo bello

della mamma,

fai la ninna

fai nanna

bimbo bello

del papa.

Dormi dormi

mio tesoro

dormi dormi

stella d’oro,

fai la ninna

dolce amore

fai la nanna

sul mio cuore.

Fai la ninna

fai la nanna

bimbo bello

della mamma

fai la ninna

fai nanna

bimbo caro

del papà.

All’alba

Comincia ad albeggiare

piccole rughe

increspano il mare

la vita tutt’intorno

comincia a palpitare

Una barca lontana

all’orizzonte

infonde la speranza

come un ponte

alla triste lontananza.

Lupo goloso

Avvenne un bel giorno

che un lupo goloso

di dolce torrone

decise di farne

un grosso boccone.

I tre porcellini

sempre intelligenti

ebbero l’idea

di rompergli i denti.

Con un sacco di cemento

e con massi di montagna

fecero un torrone

lungo una settimana.

Il finale della storia

l’ho imparato a memoria:

il lupo goloso

rimasto senza denti

dopo la scorpacciata

decise di mangiare

solamente insalata.

Pescatori

C’è il pescatore

che pesca al torrente

e torna a casa

senza mai niente.

C’è il pescatore

che pesca al laghetto

e poi senza trote

se ne va a letto

C’è il pescatore

che pesca nel mare

ma lui senza pesci

non può tornare,

nella casetta

là sulla rena

i suoi bambini

son senza cena!

Incanto

La piccola farfalla

sul naso s’è posata

d’una bimba addormentata

nel campo d’insalata.

La pioggia

La nube candida

di un giorno fa

s’è fatta scura

e come sarà?

Il ciclo azzurro

s’è fatto nero

c’è sotto certo

un grosso mistero.

Il bimbo guarda

coi grossi occhioni

e arrivan giù

…i goccioloni!

Tiritera

Tiritera dell’insalata

c’è una rosa profumata,

sulla foglia del melone

s’è posato un calabrone;

c’è vicino al pomodoro

la piantina dell’alloro;

dalla pianta dei piselli

son caduti tre bacelli.

Tiritera dell’insalata

la bambina s’è addormentata!

Il mio gatto

Quando torno da scuola,

il mio gatto nero,

proprio tutto matto,

scivola sul pavimento

ed è felice e contento;

poi per rimediare

la sua posizione

fa dimostrazione

di grande eccezione:

dalla poltrona

al mobile

alla sedia

al tavolo

salta in un istante

e tornando pimpante,

conclude la parata

con la coda rialzata

per avere un po’

della merenda avanzata.

Dalla mia infanzia

A piov

la gata la fa i ov

i gatin i ziga

la gata las marida,

la va sot al let,

la trova un cunfet,

al cunfet l’è dur,

picia in tal muri

Ancora dai miei ricordi

Trenta, quaranta

la piegura la canta,

i pigurin da Roma

i ciama la padrona,

la padrona l’è andà a Messa

a ciamare la contessa,

la contessa l’è in zardin

a ciamar Zuanin,

Zuanin l’è andà

in tla stala

a stargiar la sò cavala,

cavala e cavalin

e Nicola l’è un birichin!

Canzoncina della sera

Salmunzin

ca voi ben dir

senza faram

cumpatir

a saver la me età

lé difizil purasà

questi occhi per veder,

questa lingua per parlar,

questo cuor non ne può più

bonanot Bambin Gesù.

Sant’Antoni

Sant’Antoni di busghin

chin ghé pan

chin ghé vin

chin ghé legna

da brusar

Sant’Antoni

cum’egna da far!

Uccellin dal becco rosso

Uccellin dal becco rosso

va di là

dalla mammà

fatti dar la mela cotta,

bada ben che non ti scotta

se ti scotta morirai

aih, aih, aih.

Papà, papà

Papà, papà,

cumprem un sciopetin

da mazar quel ucelin.

Quel ucelin che vien

dal mare

quante penne

può portare,

può portarne ventitre

uno due tre.

La mama la va al marcà

La mama la va al marcà

con le tetine pine

da dare alle potine,

le potine non le vol

e la marna la ghil tol,

il papà ag dà il bum bum

e la mama i sculazun.

Man morta

Man morta

man morta

picia

in tla sporta!

Trota trota cavalin

Trota trota cavalin

che la marna

l’é andà al mulin

al papà

l’é andà al marcà

trota trota fin a cà.

Din Don campanon

Din Don campanon

la campana Frasinon

i putin chi ghiera sota

i zugava a cagnulin,

cagnulin bu bu

e la gata miao miao

el galtin chirichichì

salta su manghin

clé dì.

 

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